L’iniziativa penalizza i lavoratori
Più vacanze = più rigidità
Orari di lavoro che permettono di conciliare la vita familiare, la possibilità di lavorare da casa se necessario, la ripartizione del lavoro e la custodia dei bambini, sono più utili alle famiglie rispetto a due settimane di vacanza supplementari. Se i datori di lavoro fossero obbligati a finanziare due settimane in più di ferie, non avrebbero la possibilità di far fronte ai bisogni individuali dei loro collaboratori. La flessibilità verrebbe sostituita dalla rigidità.
Più vacanze = Più stress
Più giorni di vacanza significa sostituire più spesso i lavoratori assenti. La maggior parte delle piccole e medie imprese dovrebbe pagare dei sostituti. Conseguentemente, il carico di lavoro aumenterebbe. Infatti un numero inferiore di impiegati dovrebbe svolgere lo stesso lavoro in un tempo più ristretto. Concretamente, questo significa più frenesia sul posto di lavoro e maggiore stress per tutto il team. L’iniziativa si ritorcerebbe in un boomerang contro i lavoratori.
Più vacanze = salari inferiori
Se le PMI dovessero pagare due settimane di vacanza supplementari -ossia l’equivalente di un mezzo salario per impiegato- non vi sarebbero più molti margini per aumenti di salario. I salari resterebbero quindi costanti, o addirittura calerebbero: i lavoratori ne uscirebbero nuovamente perdenti.

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